Ciao a tutte!

Degli argomenti che fanno più discutere il mondo scientifico fa sicuramente parte il dibattito su alcune sostanze presenti nei nostri cosmetici che vengono indicate da molti come pericolose o potenzialmente dannose per la nostra salute. Tra queste ci sono anche gli ormai famosissimi parabeni, dei conservanti comunemente utilizzati dall’industria cosmetica (e non solo).

Il principale argomento di discussione quando si parla dell’utilizzo dei parabeni è incentrato sulla possibilità che queste sostanze possano comportarsi come interferenti endocrini e, di conseguenza, andare ad interferire con la normale funzionalità del nostro sistema ormonale.parabeni

Ma cosa ha scatenato la battaglia contro queste molecole? La guerra nei confronti dei parabeni è iniziata nel 2004 quando uno studio scientifico condotto da Philippa Darbre (qui il link), dottoressa dell’università di Reading, ipotizzava una relazione tra il tumore al seno e l’applicazione di trattamenti topici che contenessero i parabeni. Si arrivò a questa conclusione perché, in seguito alle ricerche effettuate, si riscontrò la presenza di parabeni nei tessuti tumorali estratti dal seno. Lo studio suscitò non poche polemiche, sia per i risultati ottenuti, sia per come fosse stato condotto e non trovò mai un’approvazione della comunità scientifica. Diede però il via ad una serie successiva di nuovi studi scientifici a cui partecipò anche la stessa dottoressa Darbre che conclusero che non vi è, al momento, alcuna evidenza scientifica che l’applicazione di prodotti contenenti parabeni fosse correlata con lo sviluppo del tumore al seno.

Nonostante gli studi abbiano evidenziato come queste sostanze non siano effettivamente dannose la Direttiva Europea che regola la produzione e il commercio dei cosmetici ha imposto dei limiti di sicurezza che devono essere rispettati e, seguendo le misure restrittive già applicate dal Governo danese, ha inserito i parabeni tra gli ingredienti che devono essere evitati nei cosmetici utilizzati sui bambini al di sotto dei 3 anni (sia perché il metabolismo a questa età potrebbe non essere completamente formato, sia per la maggior probabilità che prodotti contenenti parabeni finiscano su una cute lessa o irritata, tipica dell’area del pannolino).

Si è, inoltre, deciso che la concentrazione totale di parabeni debba essere di massimo 8 g di parabeni per kg di prodotto cosmetico (quando i parabeni utilizzati siano di più tipologie) e che nessun parabene singolo possa superare la concentrazione massima di 4g/kg. Non avendo, inoltre, dati certi sulla loro sicurezza si è deciso di eliminare completamente l’utilizzo di isopropil-, isobutil- e fenilparabene che, ad oggi non sono più presenti nella lista dei conservanti cosmetici autorizzati nella UE.  Trovate qui il documento della Commissione Europea.

Questo a riprova che gli enti che regolano sulla produzione e sulla commercializzazione dei cosmetici permettono che, a venire a contatto con la nostra pelle, siano solo prodotti sicuri e in nessun modo dannosi per la nostra salute.

Occorre sempre tener presente che una delle regole fondamentali della chimica è che “è la dose che fa il veleno”, quindi tutto può essere sicuro o potenzialmente pericoloso a seconda delle concentrazioni e delle quantità utilizzate.

Se queste sono le evidenze scientifiche non opinabili, voglio comunque aggiungere qualche pensiero personale.

Credo con assoluta certezza che nessuno “vuol farci del male” e ritengo che gli studi effettuati fino ad oggi abbiano chiarito in che modo ed in che concentrazione utilizzare queste sostanze.

Sono convinta che qualora si trovassero conservanti alternativi che riescano a rimpiazzare i parabeni sarebbe giusto utilizzarli, ma essi stessi devono essere studiati approfonditamente sia per quanto riguarda il profilo tossicologico che per l’effettiva capacità conservante.

A volte mi dispiace, ma più spesso mi fa molta rabbia, leggere o ascoltare pseudo-esperti che dicono di evitare questo o quello perché “sono schifezze”, “sono sostanze dannose”, “fanno male”. Bisognerebbe pesare ciò che si dice o supportarlo con delle prove. Chi lavora nel campo scientifico è alla costante ricerca del miglioramento, oltre che della sicurezza e del benessere delle persone.

Chiudo con un piccolo consiglio: la cultura ed il sapere comportano tempo e sacrificio, abbiate la voglia di farvi un’idea vostra cercando delle fonti attendibili da cui prendere informazioni. E non smettete mai, mai di essere curiose 😉.

Spero di non avervi annoiato troppo, e soprattutto spero di avervi fornito qualche informazione utile. Ditemi cosa ne pensate e fatemi sapere se voi utilizzate prodotti che contengono parabeni o se preferite evitarli.

Kiss, Marina

 

 

6 comments on “Parabeni: tra bugie e verità”

  1. Apprezzo molto questi tuoi articoli perché si capisce che parli a ragion veduta e ti documenti. Nonostante la vastità di informazioni oggi disponibili, tante persone preferiscono dare credito a notizie non sicure o a vere e proprie bufale. Grazie per l’impegno che metti in questo blog, continua così.

    • Ciao Ilaria 😘! Cosa dirti se non un solo e immenso GRAZIE?! A volte mi chiedo se ha senso spendere tempo e soldi per scrivere degli articoli che probabilmente leggeranno in pochi. Poi arrivano commenti come il tuo e capisco che, anche fosse l’unico commento, ne vale davvero la pena 😊.

  2. Io, da ricercatrice, AMO questo blog. Post precisi, eccellenti fonti, ma, soprattutto, sempre citate. Dovrebbero esserci più blog come il tuo Marina! Grazie!

    • Ciao Valeria 😘! Commenti come il tuo fanno un gran piacere, ancora di più se arrivano da persone che fanno parte di questo mondo. GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE 😊.

  3. bhe grazie mille anche da me 🙂 nel mondo del makeup, in cui scienza e marketing si mescolano é cosí difficile capire il reale funzionamento dei prodotti, che il parere di un’esperta cosi brava a spiegare fa davvero la differenza 🙂 Da consumatrice, trovo piuttosto fastidiosi e confondenti i mille messaggi che arrivano ogni giorno su cibi o sostanze chimiche di volta in volta esibiti come veleni o elisir miracolosi e capisco anche il tuo fastidio per chi crede di poter semplificare moltissimo processi e meccanismi complessi come quelli chimici usando una lista con i “buoni” e i “cattivi”… per cui davvero complimenti e continua cosí 🙂

    • Ciao Letizia! Che bel commento…grazie 😘. Con tutta onestà io non credo di avere in mano la verità assoluta, ma studio in continuazione per cercare di dare qualche informazione corretta e fondata. La lista dei buoni o cattivi la trovo davvero poco approfondita: buoni o cattivi per chi? E secondo quali criteri? Mi hai appena dato uno spunto per un prossimo articolo 😉. Grazie ancora e buona giornata!

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