Ciao a tutte!

Oggi voglio parlare con voi di alcune piccole “furbate” che le aziende cosmetiche fanno.  Viviamo in un’epoca in cui attraverso il marketing e la comunicazione si riesce a “veicolare” l’acquisto del consumatore. Spesso però vedo alcune persone preferire un prodotto rispetto ad un altro solo perché leggono sulle etichette frasi del tipo “non testato sugli animali” o “nichel free” e in quel momento capisco che sui cosmetici circolano delle informazioni errate.

In questo articolo vi parlerò nello specifico del nichel, il metallo pesante diventato famoso per via dell’aumento dei soggetti allergici.

Sull’etichetta cosmetica ci sono due diciture che possiamo trovare: “nichel tested” e “nichel free”.

Sappiate che tutti i prodotti sono “nichel tested”, in quanto la legge impone delle analisi chimiche volte a dimostrare che il livello del nichel sia inferiore a 10 ppm[1] (parti per milione). Chi appone il marchio nichel tested cosa fa in più? Praticamente nulla, rispetta come tutti la legge ma inserisce nell’etichetta un’informazione in più.

Non escludete i prodotti che non hanno il logo “nichel tested” perché tutti i cosmetici lo sono!

Sappiate che la legge impone che tutti i cosmetici devono avere una quantità di nichel inferiore ai 10 ppm. In poche parole delle tracce di metallo comunque ci sono, ma sono inferiori al limite consentito e sono al di sotto della quantità che è tecnicamente misurabile.[2]

Quindi quando trovate “nichel tested” sappiate che è una dicitura corretta.

Ma possiamo dire lo stesso per “nichel free”? No, questa è fuorviante.

Ma facciamo un passo indietro per fare chiarezza. I metalli pesanti rientrano nell’allegato 2 del regolamento 1223/09 , in cui è riportato l’elenco delle sostanze che non possono essere utilizzate nei cosmetici.

Quindi ragazze nessun metallo pesante può essere aggiunto ai cosmetici!

Sempre nell’allegato 2 è però riportata la seguente dicitura: la loro presenza è tollerata a patto che sia tecnicamente inevitabile e soprattutto che non comprometta la sicurezza generale del prodotto. Semplificando possiamo dire che non è consentito un utilizzo volontario di queste sostanze, ma è plausibile che un prodotto cosmetico ne contenga delle piccolissime quantità inevitabili (parliamo di parti per milione).

Sono in genere delle impurezze che alcuni ingredienti si portano dietro. I metalli pesanti sono presenti nell’acqua e nel terreno ed è facilmente comprensibile che anche piante, foglie e fiori possano contenerli. Tra gli ingredienti che hanno maggiore probabilità di contenerne ci sono gli estratti vegetali.

Fate attenzione perché la dicitura “nickel free” non è propriamente esatta. Ce ne saranno piccolissime tracce ma ci sono.

La domanda è lecita: e se io sono allergica al nickel come faccio a scegliere un cosmetico?

Partiamo dal presupposto che, come adesso sapete, per l’Istituto Superiore di Sanità, il nichel deve essere inferiore a 10 ppm e la presenza di tracce così basse difficilmente può raggiungere la soglia necessaria per scatenare una reazione allergica.

Ciò che mi sento di consigliarvi è di testarlo su voi stesse. Quando comprate un prodotto e sapete di essere allergici al nichel applicatelo per almeno 3 giorni consecutivi all’interno del braccio dove la pelle è più sensibile. Se dopo questo “test” la vostra pelle non presenta segni di irritazione vuol dire che avete trovato il prodotto giusto per voi.

Voglio concludere dicendovi che questo articolo nasce dalla voglia di condividere con voi le mie conoscenze riguardo informazioni che spesso vengono utilizzate per spingerci a comprare un prodotto rispetto ad un altro.

Posso dire lo stesso per la dicitura “non testato sugli animali”, ma di questo ne parleremo nei prossimi articoli.

Kiss, Marina

[1] 10 ppm è il valore soglia consigliato dall’Istituto Superiore di Sanità (http://www.iss.it/binary/ampp/cont/ISS_Cosmetici_20giugno_BOCCA_PINO.pdf)
[2] Ad oggi, non ci sono dei metodi «normalizzati» per la determinazione del contenuto totale dei metalli in «traccia» nei cosmetici.

6 comments on “Nichel nei cosmetici, facciamo chiarezza”

  1. Ciao! Ho seguito il link che avevi indicato nel forum di Clio e ti faccio i complimenti per l’articolo, davvero molto interessante.
    Da allergica al nichel conoscevo la normativa sui prodotti, ma mi hai illuminato sul collegamento con gli estratti vegetali, ora capisco perché molti prodotti ‘naturali e bio’ mi diano reazione.
    Buona fortuna per il tuo blog!

  2. Ciao! Ho scoperto da poco di essere allergica al nichel e leggendo il tuo articolo molto interessante mi viene però un dubbio: se la dicitura “nichel free” in realtà non corrisponde alla realtà, questo significa che posso comprare anche prodotti in cui questa dicitura non c’è?!

    • Ciao Simona. Sono contenta che il mio articolo ti abbia dato qualche informazione utile. Proprio come ho già scritto, dei cosmetici completamente privi di nichel non esistono, inoltre tutte le aziende devono testare i propri prodotti per assicurarsi che i livelli di nichel siano inferiori a quelli imposti. Questo significa che sì, in realtà puoi utilizzare anche i cosmetici dove non trovi la dicitura. Io rimango sempre della convinzione che in caso di allergia il prodotto va testato prima in una piccola zona 😉.

  3. Grazie davvero.
    Venerdi ho avuto i risultati dei pack e è venuto fuori che sono un’allergica con +++ per il nichel e anche ai profumi mix dove c’è il geraniolo. …panico ovunque l’ho trovato.qualunque etichetta dei miei amati prodotti hanno fra le fragranze il geraniolo e praticamente tutto quello che ho usato fino ad ora come prodotti viso e corpo e trucchi nn è nichel free.
    45 anni e mi son sentita una povera cretina che doveva smettere di usare creme e smettere di truccarsi… e a 45 scoccia parecchio.
    Devo dire che grazie al tuo articolo mi son sentita sollevata.dovrò imparare e farmi una cultura su questo nuovo “stato” ma +fiduciosa.
    Giustina

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